skip to Main Content

I nove tipi di fame: chi ha fame lì dentro adesso? (parte 1)

Tre settimane fa si è conclusa la prima edizione del percorso NUTRI LA TUA ENERGIA, un viaggio di scoperta sui chakra e il cibo, ideato e condotto insieme alla mia amica e collega naturopata Claudia Ferraro.

Io mi sono occupata di trattare vari aspetti legati al cibo, andando ben oltre l’aspetto puramente nutrizionale, così da espandere la consapevolezza e ritrovare almeno un po’ di sacralità in un rito così naturale quanto magico che è il nutrimento.

In uno di questi incontri ho parlato dei nove tipi di fame che guidano le nostre scelte alimentari e ho deciso di descriverli in questo articolo che però ho suddiviso in due parti, sia per la lunghezza del contenuto sia per darti la possibilità intanto di fare esperienza di questi concetti.

E sì, hai letto proprio bene: dentro di noi esistono ben nove tipi di fame differenti e molto spesso, non essendone consapevoli, ci ritroviamo a mangiare per qualcosa di ben diverso dalla fame fisiologica, ovvero quella legata a bassi livelli di energia nel nostro corpo.

Se mangiassimo guidati solo da questo tipo di fame, così come si alimentano gli animali in natura, risolveremmo tutti i problemi di obesità e sovrappeso e il mondo delle diete fallirebbe in un attimo!

In realtà (purtroppo o per fortuna!) noi esseri umani abbiamo degli impulsi che vanno ben oltre alla semplice sopravvivenza ed ecco quindi che spesso decidiamo di mangiare anche in base a ciò che ci piace o a ciò che abbiamo voglia.

Proprio per questo conoscere e fare esperienza di questi nove tipi di fame ci può aiutare sicuramente ad interrompere degli automatismi che si innescano ogni volta che ci viene voglia di mangiare, nonché a recuperare pian piano una relazione più sana e serena con il cibo.

Alcuni forse li conosci di già, come i tipi di fame legati ai cinque sensi che tratto in questa prima parte, mentre altri potrebbero essere concetti del tutto nuovi. Sii curios@ nello scoprirli e divertiti a sperimentarli! Vediamoli subito:

  • LA FAME DEGLI OCCHI. Questo tipo di fame la conosci sicuramente! Hai presente quando al ristorante dopo la mega mangiata ti senti lo stomaco che “strippa” e implora pietà e dichiari “no, io il dolce non lo prendo: scoppio!” e un attimo dopo ti passa accanto il cameriere con i dessert, li guardi e magicamente ti spunta un altro stomaco per il tiramisù?! Ecco, questa è la fame degli occhi! Gli occhi riescono a bypassare la bocca e lo stomaco e generalmente scegliamo quanto mangiare in base a ciò che decidono. Se nel caso del ristorante hanno vinto loro con il dolce, in realtà anche nel quotidiano possiamo nutrire la fame degli occhi giocando per esempio con i vari colori degli alimenti che mettiamo nel piatto, così come curando un po’ di più il modo di servire il cibo, senza diventare un aspirante masterchef ovviamente! Gli occhi ricercano la bellezza e pertanto mettere un po’ più di cura e attenzione a ciò che portiamo a tavola, fermarsi per un attimo a osservarlo prima di iniziare a mangiare, ci darà sicuramente più soddisfazione e gioia.  
  • LA FAME DEL TATTO. In molte culture si mangia con le mani, anche perché alcuni popoli sostengono che questo aiuti a mangiare con più connessione e consapevolezza con il momento, oltre a vedere le posate come “un’ arma che attacca il cibo”. Mangiare con le mani aiuta a rallentare, ad entrare in connessione con il cibo che abbiamo nel piatto, con la propria saggezza interiore e crea maggiore intimità con gli altri commensali quando è servito in un grande vassoio comune. Mangiare utilizzando il tatto (che comprende anche le labbra e la lingua, oltre alle mani) può dare ancora più piacere e soddisfazione: pensiamo per esempio a quanto è più godurioso mangiare le patatine fritte o un pezzo di pizza con le mani anziché con la forchetta! Oltre che con il cibo, possiamo nutrire la nostra fame del tatto anche prendendoci del tempo per un bel massaggio rilassante oppure semplicemente mettendo cura e amore al nostro corpo mentre ci massaggiamo la crema dopo la doccia: sono piccoli gesti che però hanno il potere di portarci tanto sollievo, magari in un periodo di forte stress.
  • LA FAME DELLE ORECCHIE. “Crunch… crunch… crunch!” Quante volte hai sentito questo suono nella stanza vicina a te mentre lavoravi, hai provato ad ignorarlo, ma in un attimo ti sei ritrovat@ a elemosinare qualche patatina dal sacchetto del tuo compagno o del tuo collega?!! Anche i suoni possono stimolare la voglia di mangiare e rendere questa esperienza ancora più soddisfacente, così come il non sentire i rumori di ciò che mangiamo porta ad introdurre più cibo. Ti basterà aggiungere qualcosa di croccante alla preparazione del tuo piatto per nutrire la fame delle orecchie e rendere il tutto ancora più sfizioso! Curiosità: sapevi che la Algida quando cambiò la consistenza inconfondibile del cioccolato del Magnum ha avuto un netto calo delle vendite, tanto da farla tornare alla vecchia formulazione? :-)
  • LA FAME DEL NASO. Anche questa fame sicuramente la conosci. È quella fame che mentre cammini sul marciapiede e passi davanti ad una pasticceria ti fa tornare indietro e ti fa ritrovare davanti al bancone ad ordinare una ciambella! Oppure il profumo di un pane appena sfornato che ti riporta indietro nel tempo, magari alla tua infanzia quando eri a casa della nonna che te lo preparava, e ti senti scaldare il cuore di gioia! L’olfatto è il senso più primitivo, capace di influire anche sulla nostra mente inconscia per la sua potenza e ha un ruolo fondamentale nella scelta di un cibo, dato che ci aiuta a definirne il gusto. Hai presente quando ti viene il raffreddore che non riesci più a distinguere i sapori e non puoi godere di ciò che stai mangiando? Quanto è frustrante!! Questo perchè senza olfatto si perdono tutte le sfumature del sapore, in quanto la lingua da sola può distinguere solo cinque gusti (salato, dolce, amaro, umami, acido). Puoi però sperimentare la fame del naso prendendoti qualche istante per annusare il profumo dei cibi che hai nel piatto prima di addentarli: rimarrai piacevolmente stupit@ di quanto ti sembrerà più gustoso il boccone!
  • LA FAME DELLA BOCCA. Consiste nel desiderio della bocca di provare sensazioni piacevoli, che sono del tutto soggettive dipendendo dalla genetica, dalle tradizioni familiari, dalla cultura, dalle proprie esperienze e condizionamenti, ecc. Se vogliamo essere pienamente soddisfatti di ciò che mangiamo, la bocca vuole che la mente sia presente in ciò che sta assaporando. E giustamente, aggiungo! Non basta infilarsi il cibo in bocca, masticarlo e deglutirlo mentre magari la mente è persa dietro alle notizie in tv, ai suoi mille pensieri o ansie per il futuro: la bocca in questo caso si sentirà esattamente come quando tu stai raccontando un qualcosa di importante ad una persona che però non ti ascolta perché è distratta da altro… come ti senti in questi casi? Immagino infastidit@ e frustrat@! Ecco, allo stesso modo lo è la bocca che, sentendosi ignorata, ti spingerà a fare bis nella speranza di essere ascoltata e di condividere con te il piacere di quel piatto di pasta!

Nel prossimo articolo ti parlerò degli ultimi tipi di fame, ma nel frattempo ti invito a fare esperienza di questi che ti ho descritto e ad osservare se e cosa cambia nell’esperienza del mangiare portando più consapevolezza ai cinque sensi.

Back To Top